"Non dovresti essere qui," disse una voce femminile alle sue spalle.

Proprio in quel momento, un ronzio metallico squarciò il silenzio. Un drone di ricognizione militare apparve sopra le palme.

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"Vogliono il segreto dell'isola per farne un'arma," sussurrò lei, estraendo un telecomando artigianale. "Ma questa terra non appartiene più agli uomini. E neanche a Dio."

Si inoltrò nella giungla, impugnando la sua fidata accetta. Poi li vide. Non erano le creature barcollanti e urlanti che ricordava. Erano immobili, quasi scultorei, ricoperti da una strana muffa luminescente che sembrava nutrirsi del loro tessuto morto. Erano integrati nell'isola, parte delle radici degli alberi.

Marco si voltò di scatto. Una donna con il volto segnato da cicatrici, ma con occhi vivissimi, lo osservava dall'alto di un capanno mimetizzato.

La donna scese agilmente. "No. Abbiamo trovato un compromesso. Qui non siamo noi a cacciare loro, e loro non cacciano noi. Il virus si è stabilizzato grazie ai minerali del suolo. Sono diventati guardiani, non mostri."

"È vero quello che dicono?" chiese Marco, abbassando l'arma. "Avete trovato una cura?"

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